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Prescrizione ridotta per i contratti di fornitura di energia elettrica, di gas e di acqua

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Commento a cura Fabio Polettini, Studio legale Polettini

La legge n. 205 del 27 Dicembre 2017, all’art.1, comma 4, ha introdotto una importantissima novità per i contratti di fornitura di elettricità, gas ed acqua: la prescrizione biennale del diritto al corrispettivo. Tale nuova legislazione serve a mettere un po’ di ordine nella ridda di controversie che nascono ogni anno nei casi in cui l’azienda venditrice di commodity non rispetti la cadenza di fatturazione, ovvero emetta fatture di conguaglio per importi manifestamente elevati e riferite a molti anni di distanza.

Il provvedimento interessa potenzialmente molti milioni di utenti italiani.
La norma usa un lessico un po’ diverso da quello del codice civile. Parla, infatti, di contratti di fornitura, categoria che evoca certamente quella della somministrazione, ma non può escludere, in via di principio, quella della compravendita.

Come noto, la principale differenza fra somministrazione (contratto di durata) e vendita consiste nel fatto che la prima si estrinseca in una pluralità di prestazioni, mentre la seconda in una soltanto, anche quando la consegna del bene sia frazionata temporalmente.

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Ebbene, il citato articolo 1, comma 4, della legge n. 205/2017 ha cura di prevedere (in questo derogando rispetto alla regola dell’art. 2948 n.4 del c.c. – prescrizione quinquennale per ciò che si deve pagare periodicamente ad anno o in termini più brevi – tralatiziamente applicabile alla somministrazione, come insegnano le sezioni unite della corte di cassazione – sentenza n. 6458 del 18.12.1985), che il diritto al pagamento, nei contratti di questo tipo (elettricità, gas, acqua), sia che intercorrano fra venditori ed utenti domestici o microimprese (vale a dire quelle che, in base alla Raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE, occupano meno di 10 persone e realizzano un fatturato annuo, od un totale di bilancio, non superiore a 2 milioni di euro) o professionisti (come definiti nel codice del consumo), sia che riguardino i rapporti fra distributori e venditori, che, infine, quelli fra trasportatore e gli altri soggetti della filiera, si prescriva in due anni.

Come sappiamo, la prescrizione, la cui disciplina ha carattere inderogabile dalle parti (art. 2936 del c.c.), inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere azionato (art. 2935 del c.c.), quindi dalla data di scadenza entro cui pagare, ovvero da quella in cui il fornitore dell’elettricità o del gas od acqua avrebbe dovuto leggere i contatori e fare il conguaglio. Il che esclude la decorrenza del suo computo dalla data di emissione della fattura/bolletta di conguaglio, tesi spesso sostenuta dalle aziende erogatrici.

Diviene, così, importante stabilire il giorno in cui si è potuta fare la lettura del contatore rilevandone i consumi da parte del distributore. Il Regolatore di settore (ARERA) ha provveduto, con proprie delibere, a fissare la periodicità di letture e di fatturazione per il mercato in tutela.
Unica eccezione è quella che riguarda il fatto di non avere potuto fare la lettura da parte del personale ad hoc per fatto non imputabile allo stesso. In quel caso, la decorrenza prende inizio dal giorno in cui si può operare l’accesso al misuratore per la contabilizzazione del consumo.
La nuova disciplina di accorciamento dei termini prescrizionali della legge n. 205/2017 non si applica nei casi (Art.1, comma 5) nei quali la mancata od erronea rilevazione dei dati di consumo derivi da responsabilità debitamente accertata dell’utente.

Il comma 4 prevede anche che, in caso di emissione di fatture a debito per conguagli riferiti a periodi maggiori di due anni, qualora l’Autorità antitrust abbia aperto un procedimento per l’accertamento di violazione del codice del consumo in materia di rilevazione dei dati del contatore, esecuzione dei conguagli e fatturazione, l’utente che abbia già inoltrato un reclamo per il conguaglio all’ARERA ha diritto alla sospensione del pagamento fino a che non sia stata verificata la correttezza del proprio fornitore.

In quel caso il venditore ha l’obbligo di comunicare all’utente l’avvio del procedimento dell’Autorità garante della concorrenza e di informarlo dei suoi diritti, fra i quali quello di ottenere, entro tre mesi, il rimborso dei pagamenti a titolo di indebito conguaglio.

Il testo di legge dispone che queste nuove norme sulla prescrizione ridotta si applichino alle fatture la cui scadenza è successiva al 1 marzo 2018, per il settore elettrico, al 1 gennaio 2019, per quello del gas ed al 1 gennaio 2020 per quello idrico.

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Sulla scorta dei compiti assegnati, con questo nuovo articolo di legge, ad ARERA, quest’ultima ha emanato la delibera n. 97/2018/R/Com del 22 febbraio 2018.

Con essa l’Autorità di settore ha stabilito di precisare che la prescrizione biennale decorre dal termine entro cui l’azienda di vendita è obbligata ad emettere il documento di fatturazione e, quindi, l’operatore ha l’obbligo di emettere tale documento, per i conguagli operati sulla base di rettifiche, entro 45 giorni dal momento in cui la rettifica è resa disponibile dal sistema informativo integrato (SII).

Il Regolatore ha, poi, previsto di applicare nel settore elettrico la nuova disciplina a clienti finali domestici e non domestici, connessi in bassa tensione, obbligando il venditore elettrico a informare il cliente, contestualmente alla emissione della fattura, e, comunque, almeno 10 giorni in anticipo rispetto alla scadenza dei termini di pagamento, della possibilità di eccepire la prescrizione per gli importi che avrebbero dovuto essere fatturati più di due anni prima nei casi di ritardo rilevante. Tale informazione deve essere completata anche dalla indicazione del diritto a non versare gli importi fatturati nei casi di rettifiche di dati di consumo per periodi ultra biennali.
Vedremo nella concreta applicazione gli esiti di tali innovative disposizioni volte ad apprestare maggiore tutela principalmente agli utenti del mercato retail.

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