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Esterometro: cos’è?

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Il nuovo adempimento dell’esterometro per le operazioni di cessioni di beni e prestazione di servizi, effettuate e ricevute da soggetti esteri, non residenti o stabiliti in Italia.

In generale, dal primo gennaio 2019 è stato previsto l’obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato. Le operazioni commerciali con l’estero sono escluse dall’obbligo di fatturazione elettronica, per queste è prevista un adempimento alternativo, detto esterometro. Continua a leggere questo articolo per sapere cos’è l’esterometro, come funziona e chi sono i soggetti obbligati.

Che cos’è l’esterometro?

L’esterometro può essere definito come la comunicazione dei dati per le operazioni Internazionali sia ricevute che effettuate da soggetti stranieri, non residenti o stabiliti nel nostro Paese [1]. La sua entrata in vigore è stata prorogata dal 28 febbraio 2019 al 30 aprile 2019, in corrispondenza è venuto meno l’adempimento trimestrale o semestrale dello spesometro che consisteva nell’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle fatture attive e passive, incluse le bollette doganali, effettuate nei confronti di soggetti stabiliti all’estero.

La finalità del nuovo adempimento è quella di comunicare all’Amministrazione Finanziaria le operazioni per le quali non vi è l’obbligo di emissione della fattura elettronica, originate da operazioni internazionali. Insieme al nuovo Esterometro, rimangono in vigore gli ulteriori adempimenti di comunicazioni dei dati di liquidazioni periodiche dell’Iva e dei modelli Intrastat per operazioni con soggetti comunitari.

Esterometro: chi sono i soggetti obbligati?

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Sono obbligati all’adempimento i soggetti passivi Iva (quindi chi cede o importa beni e chi presta servizi professionalmente) residenti o stabiliti in Italia, che emettono o ricevono fatture, relative alle cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di soggetti, viceversa non residenti nel territorio dello Stato.

Chi sono i soggetti residenti non obbligati?

Occorre premettere che una società straniera può operare nel nostro territorio attraverso strutture che le consentono di fatto di essere considerata alla stregua di un’impresa Italiana e, quindi, tenuta ai medesimi obblighi di legge.

Pertanto, i soggetti che dispongono di tali strutture nel nostro Paese non sono obbligati alla comunicazione dell’esterometro. Rientrano in questa categoria le imprese che, per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni nel corso dell’anno), mantengono la sede legale nel nostro Paese.

Sono considerate come residenti le imprese che hanno nel nostro territorio una stabile organizzazione attraverso la quale operano. Per stabile organizzazione si intende un centro di interessi permanente, dotato di organizzazione di persone e di mezzi che la rendono capace di effettuare e ricevere cessioni di beni o prestazione di servizi.

Operazioni da segnalare: quali sono e come farlo?

Devono essere comunicate all’Amministrazione Finanziaria, le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate e ricevute da soggetti passivi non stabiliti o residenti nel territorio Italiano siano essi appartenenti all’Unione Europea o extracomunitari.

In particolare, qualora il fornitore sia extracomunitario, il soggetto Italiano dovrà predisporre autofattura e seguire i relativi adempimenti di integrazione e registrazione della stessa. La comunicazione è facoltativa per le operazioni per le quali è stata emessa una regolare bolletta doganale oppure fattura elettronica.

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I destinatari dell’obbligo di presentazione dell’esterometro dovranno badare di trasmettere all’Agenzia delle Entrate la documentazione, comprensiva dei dati identificativi dei soggetti tra cui è intercorsa la cessione del bene o la prestazione del servizio.

Inoltre, relativamente all’operazione dovranno essere comunicati: la data, il numero del documento, la sua base imponibile e l’eventuale ragione dell’esclusione dell’Iva.

Quali sono i termini?

Il termine entro cui effettuare l’adempimento è mensile, la scadenza è fissata nell’ultimo giorno successivo a quello di emissione o ricezione della fattura. La prima comunicazione del 30 aprile 2019, deve includere le operazioni effettuate nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2019.

Chi sono i soggetti esclusi?

Oltre ai soggetti passivi non residenti o stabiliti nel territorio Italiano, non sono tenuti alla comunicazione dell’Esterometro, gli stessi soggetti esclusi dall’obbligo di fattura elettronica, pertanto i contribuenti minimi, quelli soggetti al regime forfettario e gli agricoltori soggetti al regime speciale.

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Quali sono le sanzioni?

In caso di omessa o errata comunicazione dei dati relativi all’esterometro, è prevista una sanzione amministrativa pari a euro 2 per ogni fattura (con un tetto massimo di euro 1.000 per trimestre). Tuttavia è possibile beneficiare di una riduzione pari alla metà della sanzione, qualora la posizione venga regolarizzata entro 15 giorni dalla scadenza del termine per la comunicazione dei dati.

Cosa fare in concreto?

In primo luogo, occorre verificare la circostanza che il soggetto passivo, seppur estero, sia o meno residente o stabilito in Italia. Qualora non lo fosse, e pertanto non fosse stata emessa fattura elettronica, sarà necessario effettuare gli adempimenti richiesti dall’esterometro.

Un consiglio pratico è quello di predisporre la fattura elettronica nei confronti di tutti i soggetti passivi con i quali si hanno rapporti commerciali internazionali. In questo caso, non si avrà l’obbligo di esterometro, tuttavia sarà necessario rilasciare al soggetto estero una copia cartacea della fattura per attestarne la conformità rispetto a quella originale elettronica. In questo caso, l’obbligo di comunicazione rimarrà esclusivamente per le eventuali fatture passive ricevute.

note

[1] Circolare n. 13/E del 02.07.2018.

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Autore immagine: esterometro di sebboy12

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