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Ristrutturare casa: mutuo o prestito? Le detrazioni fiscali

                21 aprile 2017



                <p>Se c’è la necessità di ammodernare e rendere più efficiente la nostra abitazione e bisogna ristrutturare, ma i fondi scarseggiano, la notizia positiva è che si può farlo con un finanziamento. Vediamo, in questa analisi di Mutui.it e Facile.it, come funzionano i mutui per ristrutturazione.</p>

Richiedere un mutuo per ristrutturare casa ha il lato positivo di costare meno rispetto ad un prestito: si parla di tassi che variano dall’1,5 di un mutuo a tasso variabile al 2,20% di uno a tasso fisso, contro un 5% circa per i prestiti. Il risvolto della medaglia è duplice. Prima di tutto, concedere un mutuo per la banca è un onere molto superiore rispetto a quello della concessione di un prestito; ragion per cui, chi vuole accendere un mutuo deve prepararsi a chiedere fondi non inferiori ai 30 mila euro, e ad un tempo di ammortamento di non meno di dieci anni.

Il mutuo è quindi adatto per chi debba svolgere lavori di una certa entità, e abbia una disponibilità economica scarsa, adatta a trovare positivo un tempo di rimborso piuttosto lungo. I mutui così ottenuti, nella maggior parte dei casi, copriranno almeno l’80% delle spese, anche se esistono opzioni che consentono di finanziare la spesa per intero.

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Chi invece deve operare interventi di minore entità può optare per il prestito, che, come detto, ha tassi più elevati, ma anche tempi di rimborso minori e maggiore disponibilità a elargire piccole somme. Anche i requisiti per un prestito sono di conseguenza meno impegnativi che per la richiesta di un mutuo: basterà corredare la domanda con documento di identità, codice fiscale e documento che attesta il reddito, sapendo di poterlo incassare, in certi casi, anche nel giro di un solo giorno, e con spese molto minori. In ogni caso, comunque, la banca o la finanziaria erogatrice vorrà probabilmente saperne di più sulla tipologia dei lavori da eseguire, e potrebbe addirittura richiedere una polizza assicurativa contro i rischi relativi all’intervento da compiere.

A rendere interessante la possibilità di farsi finanziare le migliorie domestiche, che in effetti sono tra le prime motivazioni per la richiesta di un mutuo o prestito, c’è la possibilità di detrarre le spese in sede di dichiarazione dei redditi. Possibilità che viene data da qualche anno e che anche per il 2017 è stata confermata. Da sottolineare il fatto che per i mutui esistono appositi sgravi fiscali che consentono anche di detrarre gli interessi passivi, ma in ogni caso i bonus 2017 permettono la detrazione in generale delle spese sostenute per i lavori, quindi anche contrarre un prestito diventa un’opzione fiscalmente allettante, benché non direttamente detraibile.

In particolare, il bonus ristrutturazioni 2017 permette di detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per interventi di recupero realizzati su parti comuni di condomini o su unità abitative singole di qualsiasi categoria catastale e sulle relative pertinenze, fino ad un tetto massimo di 96 mila euro. Nel 730 queste spese andranno indicate nei righi E41/E53, quadro E, sezione IIIA e IIIB.

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Anche per la riqualificazione energetica il bonus è stato riconfermato (Ecobonus 2017): compilando la dichiarazione dei redditi si potrà detrarre dall’Irpef il 65% delle spese sostenute per gli interventi di efficientamento energetico della propria casa, oltre che per l’installazione di sistemi di domotica e controllo dei consumi. Nel 730 queste spese andranno invece indicate nei righi E61/E62, quadro E, sezione IV.

Per maggiori info, qui la guida dell’Agenzia delle Entrate:

                                    di <a href="http://www.mutui.it/mutuando.html">Floriana Liuni</a>

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