Ex Ilva, Emiliano a Taranto al presidio organizzato dal signor Zaccaria insieme ai lavoratori, cittadini, associazioni

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“Mi
auguro che le operazioni per il recupero del nostro ragazzo siano in
corso, siano veloci, si realizzino in tempi rapidi. Il mio pensiero in
questo momento va solo a lui e alla sua famiglia. Essendo stato vicino
al signor Zaccaria in tutti questi anni, sto immaginando purtroppo cosa
stanno passando adesso nella famiglia del lavoratore disperso. Un dolore
immenso per tutti noi”.

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Sono
le parole del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano giunto
questa mattina a Taranto, al molo Sant’Eligio, su invito di Amedeo
Zaccaria che ha organizzato un presidio a seguito del gravissimo
incidente avvenuto ieri nell’ex Ilva – Arcelor Mittal.

Amedeo
Zaccaria è il padre di Francesco, operaio dell’Ilva, che a 29 anni, il
28 novembre del 2012, fu scaraventato in mare da una gru a 60 metri di
altezza a causa di un tornado che travolse tutto. Esattamente quello che
è successo ieri: stesso incidente, un giovane operaio disperso. 

“Oggi
io mi auguro che il Governo possa prendere una decisione definitiva –
ha detto Emiliano parlando con i cittadini, i lavoratori, i
rappresentanti sindacali e delle associazioni presenti – perché in
queste condizioni la produzione non può proseguire, deve essere fermata.
Questa è la mia opinione: non si può continuare a far funzionare quello
stabilimento in queste condizioni, tanto più che non ci lavorano
neanche più tutte le persone che lavoravano una volta. Questo ricatto
occupazionale diventa ogni giorno meno forte. E quindi bisogna
intervenire con forza”.

“Solo
il 24 giugno scorso – ha aggiunto Emiliano – avevamo riproposto al
Ministero dell’Ambiente la richiesta di revisione dell’AIA, proprio a
partire dalle condizioni di sicurezza sia interne allo stabilimento che
esterne. Lo stabilimento è in condizioni di manutenzione terrificanti,
come tutti sappiamo, e non abbiamo notizia dell’effettuazione dei lavori
di messa in sicurezza. La prova è che il Capo dipartimento Ambiente
della Regione Puglia, l’ingegnere Barbara Valenzano, che è anche il
custode dell’Ilva nominato dall’autorità giudiziaria, ha segnalato una
serie di situazioni pericolose che riguardavano AFO2, l’altoforno 2,
tanto che la magistratura lo ha immediatamente sequestrato. Tutto ciò
che noi riusciamo a fare e individuare, lo stiamo segnalando ai
ministeri competenti e alla magistratura. Purtroppo questa fabbrica è
stata resa extraterritoriale: i decreti tolgono alla Regione Puglia e al
Comune di Taranto ogni potere di verifica sulla fabbrica e questi
poteri sono solo in capo al Governo e adesso alla magistratura nella
parte che riguarda la sicurezza del lavoro, perché nella parte
ambientale anche la magistratura sostanzialmente non ha ancora la
possibilità di intervenire a causa dei decreti che non sono stati
revocati”.

“Abbiamo
salutato con soddisfazione la revoca dell’immunità penale – ha aggiunto
– ma abbiamo dovuto subire il ricatto da parte dell’azienda che subito
dopo questa decisione da parte del Governo ha immediatamente messo in
cassa integrazione 1400 persone. Non mi pare che sia cambiato nulla
rispetto al passaggio: ci ricattano dal punto di vista occupazionale
perché ci ingoiamo i morti sul lavoro e i morti per la questione
ambientale. Noi non ce li possiamo ingoiare più”.

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