Borsa, la tempesta Huawei travolge i chip: Stm a picco

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Contrastati stamane i listini europei, investiti dalla guerra commerciale (e tecnologica) tra i Big.  Il conflitto su Huawei, colpita dall’embargo di Trump, investe appieno le Borse europee. Anche la tedesca Infineon -5% ha deciso di sospendere la fornitura di chip al gruppo cinese per evitare di essere inserita nella black list Usa. Secondo il Financial Times, i capi delle agenzie d’intelligence americane stanno tenendo una serie di incontri segreti con compagnie Usa per avvertirle dei pericoli che si corrono nel fare affari con la Cina. Anche Stm -7.5%, secondo la Nikkei Review, dovrebbe affrontare il problema in settimana. L’indice dei titoli tech del Vecchio Continente è in calo dell’1,3%. Nel pre-borsa americani, Qualcomm -6%. In calo anche Intel -1,5%.

Parigi arretra dello 1,4%, come Francoforte. All’apparenza Milano -2,6% circa attorno a 20.700 punti. Ma a condizionare l’indice è lo stacco delle cedole che coinvolge 69 titoli quotati, tra cui una ventina blue chip per un impatto attorno ai 530 punti, pari a circa 2,50%. Al netto dell’effetto dividendo, Piazza Affari segna un guadagno dello 0,1%.

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Btp
poco mossi. Il tasso
del decennale di riferimento scambia a 2,67% invariato dalla precedente
chiusura.  Lo spread vale 276 punti da 278 in chiusura venerdì. Cresce,
complice la rissosità del governo italiano, la tensione nell’area euro: la
moneta comune scambia a 1,115 su dollaro, vicino ai minimi dell’anno. 

Il
petrolio Brent guadagna lo 0,6%, a 72,8 dollari il barile, il giorno dopo
il vertice di Gedda tra paesi Opec e loro alleati che ha prolungato fino a
dicembre gli accordi sulla produzione in scadenza alla fine di giugno.  

In
terreno positivo a Piazza Affari i titoli petroliferi.

Eni, al netto
della cedola, +1%. Le autorità argentine hanno assegnato ufficialmente a un
consorzio guidato dal gruppo italiano la licenza esplorativa per un blocco
esplorativo offshore. Saipem +0,1%. La società si è
aggiudicata due nuovi contratti nel drilling offshore in Norvegia e Medio
Oriente per oltre 100 milioni di dollari. Giova a Tenaris +1% la pace
dell’acciaio tra Canada, Messico e Stati Uniti.

In
forte ribasso alle 12 e trenta Telecom Italia -2,4% a poche ore dal consiglio. Domattina
l’ad Luigi Gubitosi terrà una conference call.

Al
netto dei dividendi positivi i finanziari, favoriti dalla tenuta dello spread. Tra
le banche salgono Intesa Sanpaolo +1,7%. Azimut +3%. Ubi Banca +1,8%. Unicredit
+0,2%. Le fondazioni azioniste non sarebbero contrarie ad un’aggregazione con
una banca estera. Rallenta invece Banco
Bpm
-0,3%. HSBC taglia il target price a 2 euro. Mediobanca +0,4%. Banca
Mediolanum
-0,3% ha incrementato lievemente la quota a 3,36%.

Ad aprile la
raccolta dei Pir è stata negativa per 82,3 milioni di euro.

Bene
anche le utilities. Enel +0,6%. La
controllata argentina Empresa Distribuidora Sur S.A. (“Edesur”) ha sottoscritto
con lo Stato nazionale argentino due accordi che consentono di risolvere alcuni
contenziosi pregressi e ancora pendenti, con un impatto positivo
sull’Ebitda consolidato del 2019 di circa 180 milioni di euro. Italgas +1,5%,
Snam -0,3%.

Fiat Chrysler poco mossa a 12
euro assorbe lo stacco odierno del dividendo straordinario pari a 1,30 euro per
azione derivante dall’utilizzo della liquidità generata dalla cessione di
Magneti Marelli. L’accredito è previsto per il 30 maggio. Venerdì pomeriggio,
Fiat ha emesso un richiamo volontario di 600mila veicoli in Nord America.


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