Saldi in calo del 30% a Napoli, anche sulla costa di Sorrento. Assalto alla Cartiera a Pompei

 

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I saldi sono in calo in Campania e in provincia di Napoli stando alla Confesercenti le vendite calano mediamente del 30 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018, con punte del 33 nelle zone dell’hinterland napoletano e vesuviano dove i consumatori hanno meno denaro da spendere e i centri commerciali sottraggono clienti ai negozi di vicinato. Più contenute le perdite in penisola sorrentina, «salvate» dai tanti vacanzieri che non rinunciano allo shopping.
LA POLEMICA
Un quadro a tinte fosche che spinge le associazioni di categoria a invocare nuovamente il taglio delle tasse. In affanno sono soprattutto i commercianti a nord di Napoli. Tra Pozzuoli, Cuma, Bacoli, Baia così come nel Giuglianese si registra la flessione delle vendite più consistente: meno 30 per cento che lievita fino al 45 nelle aree a ridosso della periferia partenopea. Tra i quartieri di Barra, Ponticelli e i Comuni limitrofi c’è chi, al termine di una giornata di lavoro, è riuscito a portare a casa non più di 40 o 50 euro. Colpa del reddito pro-capite, troppo basso per consentire alle famiglie di fare shopping anche dopo il periodo natalizio. «Non bisogna trascurare il clima avverte Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Interregionale Molti negozi d’abbigliamento sono colmi di capi invernali invenduti a causa delle temperature miti registrate fino a Natale».
Ad aggravare la situazione è il proliferare dei centri commerciali. Fra l’area di Castellammare e la costa di Sorrento l’unico ad essere preso d’assalto era il centro commerciale la Cartiera a Pompei, ieri non era possibile neanche parcheggiare , qui trovavi persone da Agerola a Positano, Vico Equense, Monti Lattari e dintorni. Nella periferia di Napoli ce ne sono cinque in pochi chilometri, mentre nel Nolano e nell’area stabiese sempre più persone li preferiscono ai negozi di quartiere, generalmente percepiti come più cari. Tanto è vero che, nei giorni scorsi, sono ripresi i lavori che porteranno all’apertura di un nuovo parco commerciale alla periferia sud di Torre Annunziata. Con buona pace degli esercenti insediati non solo nella città oplontina, ma anche a Pompei, Torre del Greco, Ercolano e dintorni. Un centro che potrebbe mettere in crisi anche altri centri commerciali
L’OASI FELICE
Perdite contenute in penisola sorrentina. Qui, sempre secondo Confesercenti, il calo delle vendite in saldo si aggira intorno al 20 per cento, come scrive Ciriaco Viggiano su Il Mattino . Merito dei turisti, pronti a coronare il loro soggiorno con lo shopping sfrenato: situazione simile a quella registrata a Napoli città dove, stando ai calcoli di Confcommercio, le vendite sono finora diminuite solo del dieci per cento. A Piano di Sorrento l’Ascom registra un andamento addirittura positivo: vendite leggermente aumentate rispetto al 2018 con una spesa media che oscilla tra 90 e 150 euro. «Eppure l’appeal dei saldi è diminuito a causa delle promozioni proposte nell’arco di tutto l’anno», ammette il presidente Gianluca Di Carmine.
Costiera in parziale controtendenza, dunque, anche per quanto riguarda la spesa media pro-capite. Secondo Confesercenti ciascun consumatore spende 122 euro, cioè il 18 per cento in meno rispetto allo scorso anno quando l’esborso medio fu di 149 euro. Il 29 per cento degli acquisti è destinato alle calzature, il 36 è ripartito tra maglieria, vestiti e gonne, il 10 riguarda i giubbotti, la restante parte è suddivisa tra beni di lusso e arredamento. Una situazione che spinge Confesercenti a rilanciare una proposta: «Per far ripartire i consumi – conclude Schiavo serve un taglio deciso delle tasse e delle tariffe dei servizi».

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