OGGI SANT’ANTUONO GIA’ IN FESTA CON LA BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI ORMAI UN LONTANO RICORDO I SETTI GIRI DEI FEDEI INTORNO ALLA CHIESA

 

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Due sono i riti tradizionali legati a Sant’Antuono: l’accensione dei falò o “fugarazzi” e la benedizione degli animali di cui il Santo, secondo la credenza popolare,  è ritenuto loro perpetuo protettore e ammiratore. Di qui il detto antico “Sant’Antuono s’innammoraie ru puorc”. A parte la significativa divagazione, oggi pomeriggio domenica avrà luogo sulla collinare frazione di Sant’Antuono di Ischia  l’anteprima della festa con la benedizione degli animali e l’aspersione dell’acqua benedetta ad opera del parroco don Giuseppe Nicolella. Al tradizionale rituale parteciperanno come è consuetudine,  gruppi familiari, ragazzi e ragazze, bambini ciascuno col proprio animale: dal cavallo al cane di ogni razza, dalla gallina al coniglio, dalla rana alla tartaruga, dal gatto agli uccelli fino ai pesci rossi d’acqua dolce in apposito contenitore di vetro.  In passato vigeva la tradizione dei sette giri intorno alla chiesa con il proprio animale. I devoti del Santo seguivano il rituale con fede e devozione. La benedizione agli animali sarà  impartita dal parroco don Giuseppe Nicolella. In serata il parroco Nicolella chiamerà a raccolta i bambini della parrocchia per l’attesa cerimonia della rottura dei dei salvadanai, i tradizionali “carusielli”. L’accensione del grande falò a simboleggiare il calore divampante del Santo verso tutti i suoi devoti, verrà effettuata mercoledì prossimo a sera,  a conclusione di una intensa giornata di preparazione a quella festiva del giorno dopo, Giovedi 17 gennaio, giornata  in cui ricorre la festività ufficiale in onore di Sant’Antonio Abate, preferito dal popolo  come Sant’Antuono a cui è legato un altro detto popolare; “Sant’Antuono, maschere e suoni”. Sant’Antuono è considerato soprattutto  il protettore degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella. Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del Santo. La tradizione deriva dal fatto che l’ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all’interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant’Antonio. I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella. Antuono o Antonio Abate  nacque a Coma in Egitto (l’odierna Qumans) intorno al 251, figlio di agiati agricoltori cristiani. Rimasto orfano prima dei vent’anni, con un patrimonio da amministrare e una sorella minore cui badare, sentì ben presto di dover seguire l’esortazione evangelica “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi e dallo ai poveri” (Mt 19,21). Così, distribuiti i beni ai poveri e affidata la sorella ad una comunità femminile, seguì la vita solitaria che già altri anacoreti facevano nei deserti attorno alla sua città, vivendo in preghiera, povertà e castità.

                                                                                                antoniolubrano1941@gmail.com

 

 

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