Finalmente la svolta, ora serve continuità

 

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Aspettavano la sentenza da cinque anni: le parole che hanno ascoltato al primo piano del Palazzo di Giustizia di Avellino sono risuonate come fendenti che hanno riaperto ferite mai sanate da quel 28 luglio 2013, dalla notte in cui il bus condotto da Ciro Lametta, di ritorno da un pellegrinaggio a Pietrelcina e diretto a Pozzuoli, precipitò nel vuoto del Viadotto Acqualonga, trascinando con sé 40 vite.

La reazione dei familiari della vittime presenti in un’Aula gremita di pubblico e giornalisti – locali e nazionali data la rilevanza della vicenda – è stata a dir poco violenta, mossa da una disperazione esacerbata dalla decisione del Tribunale Monocratico di concedere l’assoluzione piena a 6 degli 11 imputati di Autostrade, a cominciare dall’ad Giovanni Castellecci.

«Sono solo i pesci piccoli a pagare» e «Ha vinto il Dio denaro» hanno urlato dal fondo dell’Aula i familiari presenti e certi che tutte le responsabilità siano state volutamente scaricate su Gennaro Lametta, fratello del conducente nonché proprietario del mezzo e dell’agenzia che organizzò quel viaggio della morte, certamente privo del potere economico che avrebbe invece consentito alla concessionaria statale di tutelare i propri vertici.

«Le avete viste le fotografie? Erano tutti avanti, i corpi erano ammassati uno sull’altro come una palla. Chi ce lo doveva dire che noi dovevamo passare questo guaio quella notte». Sono state le parole rivolte ai difensori dei dirigenti della società da Alba Lanuto, uno dei volti più rappresentativi di una battaglia che ha avuto un esito tanto atteso quanto amaro. Tra le lacrime, la rabbia e la disperazione, i familiari presenti al primo piano del Tribunale di Avellino hanno a lungo atteso, invano, l’uscita del Giudice Buono dall’Aula per chiedergli conto di una sentenza che viene ritenuta un precedente per quelli che saranno anche gli esiti del processo che si attende di celebrare sulla tragedia del crollo del Ponte Morandi a Genova.

Il Lanusei frena in casa del Latina, il Trastevere si fa fermare tra le mura amiche dal Castiadas e la vittoria dell’Avellino sul campo di un’Albalonga che non perdeva da undici giornate di fila risulta ancora più pesante nell’economia del campionato. Tre punti fondamentali per la risalita di un Avellino che, seppur non riesca ancora a far innamorare i propri tifosi per gioco e personalità, sembra aver imboccato la strada giusta verso la vetta della classifica.

Sono cinque i punti che separano i lupi dalla prima casella occupata ancora dal Lanusei fermo a quota 45. Due gradini più in basso, a 43, c’è il sorprendente Sassari Latte Dolce. Fermo a 42 il Trastevere e poi l’Avellino che battendo una diretta concorrente come l’Albalonga e approfittando dello stop inaspettato del Monterori ha tracciato un piccolo solco di tre lunghezze.

Una giornata decisamente da incorniciare per i colori biancoverdi che possono gioire oltre che per il successo esterno anche per la prestazione di tutto il reparto difensivo. Incredibile l’esordio del portiere under. Angelo Viscovo, nonostante la giovane età, ha mostrato grande personalità sia tra i pali che nelle uscite. Ha anche salvato il risultato in un paio di occasioni. Per il resto ha avuto vita facile complice il lavoro della linea difensiva che davvero ha sfornato una prova da incorniciare. Monumentale la prova di Parisi, da applausi le partite di Morero e Dionisi, si dividono la sufficienza, invece Dondoni e Capitanio, subentrato nella ripresa.

E’ mancato qualcosa a centrocampo, soprattutto nel primo tempo, quando l’Avellino non è riuscito mai a rendersi pericoloso dalle parti del portiere Jorio. Ma nella ripresa, soprattutto in virtù dei cambi operati da mister Bucaro la musica è completamente cambiata. La squadra è finalmente diventata più incisiva e concreta e nel finale ha saputo difendere il vantaggio con le unghie e con i denti.

Alla vigilia si è detto che una vittoria sul campo dell’Albalonga avrebbe cambiato il campionato dei lupi. Il successo è arrivato e di sicuro è un successo che regala entusiasmo e consapevolezza nei propri mezzi. Sta ai ragazzi di mister Bucaro, d’ora in poi, continuare su questa rotta e punto dopo punto arrivare a conquistare un obiettivo che la piazza chiede a gran voce. La vittoria della svolta è arrivata, ora serve continuità.

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