Accadde oggi, 14 Gennaio 1900, prima rappresentazione di Tosca di Giacomo Puccini

 

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Accadde oggi, 14 Gennaio 1900, prima rappresentazione di Tosca di Giacomo Puccini

 

Con il libretto ripreso dall’omonimo dramma, che Sardou aveva scritto per Sarah Bernhardt, è l’opera più drammatica di Giacomo Puccini, che qui lancia la sua vena melodica nelle celeberrime romanze e le sue capacità drammatiche nei pieni orchestrali che si rifanno all’espressionismo tedesco.

 

di Daniele Vanni

 

Tosca è un’opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica.La prima rappresentazione si tenne a Roma, al Teatro Costanzi, il 14 gennaio 1900.

 

Il libretto deriva dal dramma La Tosca di Victorien Sardou, rappresentato per la prima volta il 24 novembre 1887 al Théatre de la Porte-Saint-Martin di Parigi, il cui successo fu legato soprattutto all’interpretazione di Sarah Bernhardt.

Per lei, Sardou aveva già scritto Fedora che darà vita all’omonimo dramma lirico di Giordano.

L’opera Tosca appartiene alla fase avanzata della carriera artistica del drammaturgo francese e poggia su tre temi chiave: la storia, l’avventura e l’amore.

Per quanto riguarda l’ambientazione storica, il dramma si svolge nella Roma ottocentesca al momento della battaglia di Marengo. Sardou offre una minuziosa descrizione degli ambienti storici, senza tralasciare nessun particolare tramite i dialoghi dei personaggi.

Visto il successo ottenuto conla Bernhardt, Sardou ebbe una valanga di accuse di plagio, anche da personaggi famosi!

Sardou, rispondendo alle accuse, sostenne di aver tratto l’idea di La Tosca non da altre opere, bensì da una vicenda risalente alle guerre religiose del XVII secolo, quando a Tolosa una donna ugonotta tentò invano di salvare il marito, concedendosi ad un potente ecclesiastico, che invece giustiziò egualmente il condannato.

Allora gli avversari tentarono di boicottare le rappresentazioni con bordate di fischi e poi comprando famosi critici dei giornali importanti. Ma il successo arrise lo stesso al dramma che l’anno dopo arrivò in Italia, in forma meno sfarzosa e spesso con un atto in meno quello di un grande ballo a Palazzo Farnese, dove le nostre compagnie non arrivavano sia per numero di attori, sia per manacanza di finanze e persino numero sufficiente di costumi!

 

Le origini

 

La Tosca venne rappresentata al Teatro dei Filodrammatici di Milano all’inizio del 1889 e Puccini ebbe l’idea di trasporre in musica La Tosca dopo aver assistito a Milano nel 1892 ad una rappresentazione del dramma recitato dalla Bernhardt.. Ne parlò con l’editore Giulio Ricordi, chiedendogli di interessarsi ai diritti per musicarla. Sardou non oppose un netto rifiuto, ma dimostrò freddezza.

Si mise al lavoro con Illica, ma poi preferì dedicarsi alla Bohème.

 

In ogni modo, alla fine del 1893 Ricordi ottenne l’autorizzazione, anche se a favore di un altro compositore, Alberto Franchetti, che aveva da poco trionfato con Cristoforo Colombo (1892).

Luigi Illica preparò l’abbozzo del libretto, che fece approvare da Sardou in presenza di Giulio Ricordi e Giuseppe Verdi (quest’ultimo, a Parigi per la prima francese di Otello, confiderà qualche anno più tardi al suo biografo che, se non fosse stato per l’età, avrebbe voluto lui stesso musicare Tosca). Dopo pochi mesi Franchetti rinunciò, (forse su forti pressioni dello stesso Puccini!) così Ricordi, nel 1895, commissionò l’opera a Puccini, che cominciò il lavoro qualche mese dopo il successo de La bohème, nella tarda primavera del 1896. Partecipò alla stesura del libretto anche Giuseppe Giacosa, anche se riteneva il soggetto poco poetico e sosteneva che il successo dell’opera era dato dalla bravura della Bernhardt e non dal testo.

Puccini, dopo alcuni contrasti e ripensamenti terminò il lavoro, su libretto quindi di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, nell’ottobre 1899.

L’opera fu rappresentata per la prima volta al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900 e, anche in questo caso, non senza contrasti e tensioni. Al punto che la Polizia ricevette anche segnalazioni circa la possibilità di un attentato nel teatro. Poi arrivò il successo e già nel teatro romano, l’opera fu replicata per 20 serate, con il soprano Hariclea Darclée nel ruolo di Tosca, il tenore Emilio De Marchi nei panni di Cavaradossi e il baritono Eugenio Giraldoni, come Scarpia.

All’evento della prima serata, erano presenti, tra gli altri, il presidente del Consiglio Pelloux e la Regina Margherita di Savoia. La serata fu nervosa: a causa di alcuni spettatori ritardatari, il direttore d’orchestra Leopoldo Mugnone fu costretto a interrompere l’esecuzione e ricominciare da capo.

 

Inizialmente criticata da una parte della stampa, che si attendeva un lavoro più in linea con le due precedenti opere di Puccini, Tosca si affermò ben presto in repertorio e nel giro di tre anni fu rappresentata nei maggiori teatri lirici del mondo.

 

Il libretto

 

Il libretto fu ricavato, come detto, dal dramma omonimo di Victorien Sardou, ma furidotto da cinque a tre atti e snellito di molti particolariche costituivano la cornice storica realistica del dramma in prosa; vennero inoltre eliminati moltissimi personaggi secondari, tra cui Giovanni Paisiello, che compariva in persona alle prese con la famosa cantante, e la vicenda si concentrò principalmente sul triangolo Scarpia – Tosca – Cavaradossi, delineando le linee principali dei caratteri, anche se a scapito delle concatenazioni logiche degli avvenimenti. Il dramma dell’amore perseguitato interessava Puccini più del grande affresco storico condito di delitti e di sangue.

 

Caratteri generali

 

Tosca è considerata l’opera più drammatica di Puccini, ricca com’è di colpi di scena e di trovate che tengono lo spettatore in costante tensione.

Il discorso musicale si evolve in modo altrettanto rapido, caratterizzato da incisi tematici brevi e taglienti, spesso costruiti su armonie dissonanti, come quella prodotta dalla successione degli accordi del tema di Scarpia che apre l’opera: Si bemolle maggiore, La bemolle maggiore, Mi maggiore (il primo e l’ultimo dei quali in relazione di tritono).

Inoltre non vi è overture iniziale.

 

La vena melodica di Puccini ha modo di emergere nei duetti tra Tosca e Mario, nonché nelle tre celebri romanze, una per atto (Recondita armonia, Vissi d’arte, E lucean le stelle), che rallentano in direzione lirica la concitazione della vicenda.

 

L’acme drammatico è invece costituito dal secondo atto, che vede come protagonista il sadico barone Scarpia, nel quale l’orchestra pucciniana assume sonorità che anticipano l’estetica dell’espressionismo musicale tedesco.

 

La trama

 

La trama si svolge a Roma, nell’atmosfera tesa che segue l’eco degli avvenimenti rivoluzionari in Francia, e la caduta della prima Repubblica Romana in una data ben precisa: sabato 14 giugno 1800, giorno della Battaglia di Marengo.

 

 

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