MAFIA: BETA 2, CINQUE IMPUTATI CHIEDONO L’ABBREVIATO. ECCO CHI SONO

 

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Si va ulteriormente delineando il futuro quadro processuale dell’operazione “Beta 2”, sugli affari e le ramificazioni istituzionali della cellula mafiosa Romeo-Santapaola in città, che nel primo troncone ha già portato a diciannove condanne, alcune molto pesanti, con il giudizio abbreviato, e che vede già in corso il processo per i riti ordinari davanti alla prima sezione penale.

Era «un gruppo criminale di stampo mafioso, riconducibile allo storico clan catanese Santapaola-Ercolano, all’interno del quale, ha assunto un ruolo di primo piano Romeo Vincenzo ed i suoi più stretti familiari».

Dopo gli arresti eseguiti dai carabinieri del Ros nell’ottobre scorso e la conferma quasi integrale delle accuse da parte dei giudici del Riesame, alcune settimane addietro i sostituti della Dda Liliana Todaro, Maria Pellegrino e Fabrizio Monaco, con il collega della Procura ordinaria Antonio Carchietti, per la “Beta 2” avevano chiesto di procedere con il giudizio immediato per Antonio Lipari, Salvatore Lipari, Giuseppe La Scala, Giovanni Marano, Michele Spina, Ivan Soraci, Maurizio Romeo e Salvatore Parlato. Istanza che era stata accolta dal gip Salvatore Mastroeni, il magistrato che a suo tempo aveva siglato l’ordinanza di custodia cautelare, il quale aveva fissato la data del 20 marzo prossimo per la comparazione davanti alla prima sezione penale, presieduta dal giudice Silvana Grasso.

Adesso il quadro complessivo dell’inchiesta – come scrive Anselmo su Gazzetta del Sud – ha subito una nuova evoluzione, visto che Marano e Soraci hanno optato per il rito ordinario, mentre i due Lipari, Maurizio Romeo, Parlato e Spina hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato, e a breve sarà’ fissata un’udienza di trattazione per tutti e cinque.

Per quel che riguarda invece il quadro cautelare, alla chiusura del cerchio dei due distinti collegi del Riesame che si sono riuniti per esaminare tutte le posizioni, a suo tempo erano state rigettate le istanze difensiva, con la conferma delle accuse per Antonio e Salvatore Lipari, Giuseppe La Scala, Giovanni Marano, Michele Spina, Ivan Soraci e Maurizio Romeo, che erano rimasti tutti in carcere, compreso Spina che in un primo tempo era agli arresti ospedalieri. I giudici avevano anche confermato il sequestro preventivo dell’intero capitale sociale e del compendio aziendale della Bet srl. L’unico indagati per il quale i giudici avevano deciso modifiche era stato l’architetto e funzionario comunale Salvatore Parlato, prima ai domiciliari poi sospeso per 12 mesi dal suo ruolo di funzionario comunale a Palazzo Zanca.

 

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