Accadde oggi, 13 Gennaio 2012: il naufragio della Concordia

 

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Accadde oggi, 13 Gennaio 2012: il naufragio della Concordia

 

Era venerdì 13, ma noi che crediamo in Dio, non soggiaciamo alle superstizioni, perché sarebbe come sminuirLo! Anche perché leggiamo questa, nel suo complesso, come una tragedia tutta italiana! Molti, forse eccedendo, presero Schettino e questa tragedia, ad allegoria del periodo di crisi che attraversava il nostro Paese! Ed oggi con l’elezione in Parlamento di De Falco, quello del: “Cazzo! Torni a bordo!!” e la defenestrazione dei % Stelle, questa enorme tragedia, che a mio modo di vedere fa il paio con il Ponte “Morandi”, ancora ci insegna e ci stupisce!

 

di Daniele Vanni

 

 

La sera del 13 gennaio 2012, la nave da crociera Costa Concordia, comandata da Francesco Schettinoe di proprietà della compagnia di navigazione Costa Crociere, parte del gruppo anglo-americano Carnival Corporation & plc. in navigazione da Civitavecchia a Savonaper una crociera nel Mediterraneo con partenza da Civitavecchia e scali previsti a Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca, Cagliari, Palermo, alle 21:45:05 va addosso al più piccolo degli scogli de Le Scole, situato a circa 500 metri dal porto dell’Isola del Giglio, provocando uno squarcio di 70 metri nello scafo.

 

Alcuni massi dello scoglio, per la violenza dell’urto, rimangono addirittura incastrati, per sempre! almeno fino allo smantellamento della nave a Genova, nello scafo della nave!!

Lo squarcio è così vasto che s’inondano alcuni dei motori, saltano diverse centraline elettriche: la nave è presto ingovernabile!

 

A seguito del danno, la Costa Concordia è progressivamente sbandata, paurosamente, sul lato di dritta (ovvero di destra).

Fa un lungo giro e certi furbi maldestri e codardi, faranno passare questo per una manovra, ma si stabilirà che la nave è andata avanti da sola per l’abbrivio, la botta sugli scogli e le correnti: un coacervo di spinte che fortunatamente la fanno accostare all’Isola del Giglio, sino ad affondare abbattendosi sul lato dritto e restando in larga parte emergente, per l’arenamento sullo scalino roccioso del basso fondale prospiciente Punta Gabbianara, a nord di Giglio Porto. C’è solo, si fa per dire! un parziale affondamento della nave, che avviene quasi al buio, in un clima indescrivibile di approssimazione, vigliaccheria, spintoni per salire sulle scialuppe, contrattazione che si diceva si fossero viste solo sul Titanic.

Se la nave invece che arenarsi sugli scogli del Giglio, fosse affondata anche solo cento metri più al largo, si sarebbe sicuramente trattato di una tragedia immane!

Dato che il capitano, dopo convulse e “storiche”, concitate, fasulle, telefonate, prima con la compagnia e poi la Capitaneria di Porto di Livorno (telefonate così strampalate, per certi versi, delle quali forse non si è voluta trovare l’esatta causa…addossando la colpa ad una scappatella di Schettino che non sarebbe stato sul ponte di comando della Concordia, ma tutto preso a “comandare” una moldava neppure troppo bella) Schettino, appunto, precedendo molti dei passeggeri, tanti dei quali scendono con scalette sulla sinistra emersa e frantumata della nave, è “sbarcato” su uno scoglio e non intende seguire il comandante che lo “invita” con modi colorito (e che gli costeranno persino cari!) a risalire a bordo!

 

Intanto quasi tutte le 4200 persone a bordo hanno potuto essere tratte in salvo (in prevalenza mediante le lance di salvataggio, e alcune centinaia, rimaste bloccate a bordo dopo il rovesciamento, mediante motovedette ed elicotteri).

Ma vi sono 32 dispersi, cioè morti.

Neppure acclarati subito perché c’è persino confusione nelle liste delle persone presenti al momento dell’incredibile naufragio, dato che l’enorme nave è dotata di tutti i più recenti mezzi di comando automaticci e computerizzati che permetterebbero di navigare anche senza uomini!

 

30 corpi sono recuperati tra il momento del naufragio e la fine di marzo, mentre i resti degli ultimi 2 dispersi sono stati rinvenuti rispettivamente nell’ottobre 2013, solo dopo le operazioni di raddrizzamento per il recupero della nave, e addirittura! il 3 novembre 2014, durante le operazioni di smantellamento della nave nel porto di Genova.

 

L’incidente ha provocato 32 morti tra i passeggeri e l’equipaggio della Costa Concordia; la morte di un sommozzatore mentre era intento a collaborare nei lavori di rimozione del relitto, avvenuta il 1º febbraio 2014, ha portato a 33 il numero delle vittime collegate all’evento.

Ma la vera vittima è…l’Italia!

 La Costa Concordia ha il tristissimo primato di essere stata la nave passeggeri di maggior tonnellaggio mai naufragata della storia!

La Costa Concordia aveva mollato gli ormeggi del porto di Civitavecchia alle 18:57 del 13 gennaio 2012 per la prima tappa della crociera «Profumo d’agrumi»nel Mar Mediterraneo, con 4.229 persone a bordo (3.216 passeggeri e 1.013 membri dell’equipaggio).

Alle 21:04, la nave ha lasciato la rotta usuale per la manovra di passaggio ravvicinato (“inchino”) sotto l’isola del Giglio, prevista da prima della partenza e chiesta, secondo quando deposto dal comandante Schettino, dal maître Antonello Tievoli, un ex uomo di servizio adesso inpensione proprio al Giglio.

 

Nei pressi dell’isola, essendo in rotta di collisione, la nave avrebbe dovuto dirigere verso nord, per riprendere la normale rotta parallela alla costa. Alle 21:36, il primo ufficiale Ciro Ambrosio ha ordinato al timoniere Jacob Rusli Bin di assumere rotta 290°, e alle 21:39 il comandante Schettino (salito in plancia alle 21:34), poco dopo una breve conversazione telefonica sulla profondità del fondale con il comandante a riposo Mario Terenzio Palombo, ha assunto la conduzione della navigazione, ordinando tutta una serie di modifiche alla rotta, forse neppure capite tutte dal timoniere!

 

Dai calcoli della Guardia costiera, l’urto avrebbe rallentato bruscamente la Costa Concordia, portandola dalla velocità di crociera di 15 nodi a circa 6 (da 28 a 11 km/h).

L’acqua riversatasi all’interno dello squarcio – lungo 72 metri, e alto 7,3 metri – aperto dall’urto sul lato sinistro dello scafo, ha subito posto fuori uso i motori elettrici principali e i generatori a gasolio, causando un black out pochi secondi dopo l’impatto e privando la nave della propulsione.

 

Tutto il resto, fa parte della “verità” giornalistiche e giudiziarie, che hanno portato il nome dell’Italia, e non certo in bene!, in giro per tutto il mondo!

 

La giustizia italiana ha nella sua lentezza, nella burocrazia giurisprudenziale infinita, nel continuo ribaltare di sentenze in gradi e ricorsi, eccezioni, osservazioni, legittime suspicioni, cambi di sede per competenza, avvicendarsi di giudici, vista la lunghezza dei procedimenti, per cui chi c’è all’inizio, può benissimo al termine trovarsi in pensione o peggio! il suo naufragio! Perché un’assoluzione o una condanna che avvengono dopo cinque dieci, venti anni! sono comunque un’ingiustizia!

 

Si è visto allestire un’aula giudiziaria, (ma abbiamo in mente le palestre di Catanzaro…) addirittura in un teatro di Grosseto! (ma per le vittime del disastro ferroviario di Viareggio, abbiamo visto prendere in affitto addirittura il Polo Fiere di Lucca e aprire procedimenti giudiziari anche sul modo con cui e perché si era fatta tale scelta!!) qui, sul palco del teatro si era avuta una prima condanna nel febbraio 2015, cioè a tre anni di distanza dai fatti.

Poi la conferma in appello della condanna per Schettino, a 16 anni, ma sembrerebbe… tutto da rifare!

Per l’accusa e per la difesa!

Con la Procura Generale di Firenze che si oppone alla Sentenza di Appello del 31 maggio con la quale il Comandante fu condannato a 16 anni, chiedendone 27…per l’aggravante della colpa cosciente, in particolare nella fase dell’emergenza e dell’abbandono della nave, quando si verificarono i decessi. Inoltre, nel ricorso era stato proposto, richiamando le norme, un diverso modo di conteggiare i singoli reati per i quali Francesco Schettino fu condannato a 16 anni anziché ai 27 come chiesti dalla Procura Generale. Omicidio colposo plurimo, naufragio colposo, lesioni colpose plurime, abbandono, false comunicazioni furono le imputazioni, ma soprattutto sul ‘peso’ da dare ai 32 decessi, la Procura Generale  aveva stimato un calcolo complessivo diverso tale da far lievitare, appunto, a 27 anni la pena complessiva e via dibattimenti, tra schermaglie su ‘Giudice naturale‘ ed errori di ufficiali e timoniere…Una linea difensiva che il Comandante ha tenuto sin dall’inizio del processo, ossia addossare le colpe ai suoi collaboratori. In particolar modo al timoniere, a cui si imputa di aver capito male l’ordine impartito dal Comandante. Una disperata virata che secondo la Procura, in ogni caso, fu impartita quando ormai era già troppo tardi.

In tutti i sensi!

Intanto il timoniere è sparito all’estero. In Asia.

Chi era nella plancia di comando della Concordia, la notte del naufragio, è tornato a solcare il mare dopo aver patteggiato in tribunale.

La Moldava…

 

Schettino a 57 anni è approdato a Rebibbia Il comandante studia, gioca a tennis, a ping pong e a calciobalilla e più volte ha manifestato ai suoi avvocati l’intenzione di iscriversi all’università. Potrebbe farlo, visto che di tempo davanti a sé, prima di poter uscire da Rebibbia, ne ha ancora molto. Cinque anni, un terzo della pena da scontare prima di ottenere permessi, premi o misure alternative.

A Rebibbia Schettino è arrivato da condannato in via definitiva a 57 anni: il ricordo del “guascone” in total white a una festa a Ischia, mentre l’isola del Giglio doveva fare i conti con le difficili operazioni di rimozione della Concordia che hanno tenuto con il fiato sospeso tutto il mondo.

O quello del comandante che fu invitato a tenere una lezione all’università sulla gestione del panico, o quello che ha scritto il libro-verità sul naufragio insieme alla giornalista Vittoriana Abbate pare non esistere più.

Certo, si dice si faccia, ogni tanto portare, forse per rinfrescarsi le idee, acqua di mare e se la rovescia in testa, ma si comporta come un detenuto modello.

 

Noi, nel nostro piccolo, facciamo del nostro meglio, perché questa Itala che in fondo adoriamo così profondamente! non faccia naufragio!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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